OSTIA

 

 

 

 

TEMPIO DELLA BONA DEA

 

Il Tempio di Bona Dea si trova all'interno di un complesso in opus reticulatum, sotto il livello della strada, ed è stato costruito nel I secolo a. C e rimaneggiato nel III o IV secolo d. C.. La prima modifica fu apportata nel lato nord-ovest e fu la costruzione di una vasca o abbeveratoio; in seguito ad essa lo spazio del tempio fu ridotto, ma si aggiunse un più imponente ingresso ed accanto ad esso un pozzo e un piccolo ambiente in mattoni. Di questo tempio rimangono soltanto le strutture più basse delle celle e gli ambienti riservati alle vestali; davanti ad esso c’è un'ara con un pozzo. Il tutto era racchiuso da alte mura che dovevano proteggere la dea da occhi indiscreti; la Bona Dea veniva venerata dalle donne per la fecondità e la protezione dei raccolti. Questo è il più tardo dei due templi dedicati al culto di questa dea ed entrambi si trovano nella periferia, poiché il carattere del culto richiedeva riservatezza. Dopo aver percorso un corridoio, si arriva al tempio privo di podio, prostilo e un tempo tetrastilo, e si può vedere sul muro di fronte la più piccola delle quattro copie di uno scritto con il quale il duoviro donatore voleva farsi propaganda; le altre tre furono poste all’esterno dell’edificio. Il cortile ad L dell’edificio fu la parte più modificata in età tarda. Venne eliminato il portico di colonne laterizie e la parte meridionale fu separata dal resto e occupata da ambienti di incerta funzione.

 

TEMPIO COLLEGIALE

 

Il Tempio Collegiale è stato costruito nel II sec. d. C. dalla ricca associazione dei fabri tignuarii (costruttori), che aveva sede presso il Foro ed era forse la più importante delle corporazioni di mestiere che operavano nella città portuale. L'identificazione della corporazione è stata possibile grazie ad una iscrizione su una architrave rimontata su un muro, il cui testo riporta una dedica all'imperatore Pertinace (193 d. C.) da parte del collegio dei costruttori. Probabilmente nel corso del suo regno l’imperatore si recò ad Ostia e prese provvedimenti in favore delle corporazioni. Il tempio è stato ricavato da un ambiente recintato e chiuso, perché riservato solo al culto dei sodales, i soci del collegio, ed è raggiungibile salendo alcuni gradini. La pianta è simile a quella di altri templi collegiali, e le mura in mattoni possono essere confrontate con quelle del rifacimento del teatro, avvenuto nella stessa epoca.

 

TEMPIO DELLA MAGNA MATER E SANTUARIO DI ATTIS

 

Magna Mater o Cibele, era la divinità orientale della fertilità, introdotta a Roma intorno al 204 a. C.. Andati persi i 6 colonnati presenti in origine, il tempio conserva il podio in opus reticulatum con tre arcate. Nel settore orientale troviamo il santuario di Attis, che era il pastorello amante di Cibele. Poiché egli era infedele, la dea lo fece impazzire, tanto che arrivò ad evirarsi. In questo santuario i riti erano molto pittoreschi e fastosi. Il santuario di Attis è un recinto quadrato a cielo aperto, poggiato al muro perimetrale di un santuario precedente. Le murature originarie sono in opus reticulatum di età giulio-claudia, a conferma dell'esistenza nel campo di strutture piuttosto antiche. L'ingresso è fiancheggiato da pilastri di marmo; lo spazio interno è in parte occupato da vasche. In un secondo momento venne costruita sul lato destro una cappella ad abside, la cui soglia è affiancata da due grandi altorilievi che raffigurano Pan. All'interno vi è il calco della statua semisdraiata di Attis dedicata al sacello da Euplo, con altre sette statuette. Presso il santuario di Attis sorgono altri due sacelli minori non identificati. Il primo è una minuscola area scoperta quadrata, in mattoni, isolata presso il santuario di Attis; ha al centro un altare di pietra vulcanica. Il secondo è più importante: possiede un pronao a pilastri in mattoni e una cella in opus reticulatum con rifacimenti laterizi.

 

CAPITOLIUM

 

Il principale edificio sacro di Ostia, forse dedicato a Giove, Giunone e Minerva, fu costruito nel 120 d. C. ed è costituito da una scalinata e da un podio imponente interamente di mattoni; il tempio era prostilo ed esastilo e restano parti delle colonne scanalate di marmo. Tra i resti della cella, in fondo, c'è un podio riservato alle statue di culto e la soglia di ingresso è di marmo africano, nonostante gran parte delle decorazioni di marmo sia stata asportata. Il pavimento della cella, anch’esso in marmo, è scomparso. Le pareti laterali della cella hanno tre nicchie delle quali una semicircolare al centro e due rettangolari, che contenevano statue. Alla parete di fondo si addossa un podio avente tre costruzioni a volta.

 

TEMPIO DI ROMA E AUGUSTO

 

Costruito nel I sec. d. C. sotto Tiberio, aveva come addetto al culto un Flamen Romae et Augusti, nominato a vita tra le persone più importanti della città. Di esso restano visibili le fondazioni del podio e un frontone marmoreo, ricostruito mettendo insieme dei frammenti, tra i quali è molto importante la statua di Vittoria, che per il suo movimento in avanti è forse raffigurata in volo era probabilmente un acroterio (elemento ornamentale posto sull'apice e sulle estremità laterali del frontone). Un'altra statua ritrovata in fondo al tempio (al posto originario) è quella della dea Roma in costume d‘Amazzone, raffigurata con un piede sul globo terrestre a rappresentare il dominio di Roma sul mondo. Un portico di quattro colonne con capitelli marmorei fu costruito in epoca adrianea, e più tardi ai lati del tempio furono costruite due grandi arcate, di modo che fosse impedito ai carri il transito.

 

SINAGOGA

Punto di incontro della comunità ebrea, la sinagoga fu edificata nel I sec. d. C., vicino alla spiaggia, e fu totalmente ricostruita nel IV sec. d. C.. L’ingresso immette in un nartece (specie di vestibolo esterno o interno dove ci si tratteneva durante la parte sacrificale della celebrazione) con sottostante cisterna: questi sono elementi aggiunti nella fase tarda. Poi tramite un passaggio si giunge all’area di culto, con un accesso monumentale avente quattro colonne corinzie disposte a rettangolo. L’aula è rettangolare, con il lato di fondo incurvato e un pulpito adibito alla lettura della Legge; il pavimento è a mattonelle marmoree di vari colori. L’abside è preceduta da due colonnine che sorreggono i calchi delle mensole con il rilievo del candelabro a sette braccia. L’edicola è rivolta verso Gerusalemme. Vi sono poi due ambienti: una sala aggiunta in epoca tarda forse adibita alle riunioni per la presenza di banconi alle pareti e un’altra più grande dove si custodiva l'arca con la Torah. In un ambiente adiacente, troviamo un bancone con un tavolo di marmo e un forno, necessari probabilmente alla preparazione del pane azzimo.

 

BASILICA CRISTIANA

 

La Basilica Cristiana è il più grande edificio di carattere cristiano conservato in Ostia. Essa ha pianta irregolare, è divisa su due lunghe navate, ed è stata edificata nel IV sec. d. C.. Si pensa che l’antinavata di sinistra fosse a cielo aperto, mentre quella di destra costituisse un portico coperto, sul  quale si aprivano tre cappelle. L’ingresso di ognuna di queste è rappresentato da due colonne; la colonna di sinistra della terza cappella reca l’iscrizione di un nome: esso è forse C. Ceionio Rufo Volusiano Lampadio, prefetto di Roma, oppure un altro uomo, forse nipote del precedente, prefetto del pretorio. In ogni caso sembra più probabile la prima identificazione, vista la cronologia dell'edificio. Tutto questo settore in realtà è una sorta di vestibolo che precede le due navate vere e proprie, anch’esse separate da colonne. La navata di sinistra ha un ingresso dotato di due colonne che sorreggono un architrave che ebbe in passato tre diverse funzioni: nel I-III secolo portava un'iscrizione, poi fu usato come soglia e in seguito ebbe su di sé una nuova iscrizione; essa reca i nomi dei quattro fiumi del paradiso terrestre: “ In Christo. Geon, Fison, Tigris, Eufrata. / [Ti] Cri[st]ianorum sumite fontes”, che significa “ In Cristo. Geon, Fison, Tigri, Eufrate. Accostatevi alle fonti dei cristiani”. La navata ha sulla sinistra una vasca semicircolare, ed entrambe le navate terminano con absidi dotate di nicchie. Anche se in passato venne identificata come una basilica cristiana, in seguito a nuove iscrizioni ritrovate, oggi si pensa possa trattarsi o di una sede di sette eretiche o di una scuola per catecumeni.

 

TEMPIO ROTONDO

 

Per quanto riguarda il Tempio Rotondo, di impiego incerto, due sono le ipotesi avanzate: sede del Senato per eventi particolari o tempio per il culto di imperatori deificati. Fu costruito nel III sec. d. C. e ritrovato nel 1800, quando furono scoperti al suo interno molte statue e ritratti di membri delle famiglie imperiali. È composto di un portico quadrato ornato di colonne e nicchie, e una cella circolare con nicchie quadrate e semicircolari, originariamente coperta da una cupola.

 

IL TEMPIO DI CERERE

 

Il piazzale vero e proprio del Foro delle Corporazioni è adorno di statue ed al centro c'è un tempio della fine del I sec. d. C., eretto forse in onore di Cerere, divinità delle messi e dell'abbondanza, ma non ci sono prove certe. Alla fine di una contrattazione, se l'affare andava a buon fine, i mercanti facevano un'offerta alla divinità. Il tempio fu costruito su di un alto podio, con un pronao a due colonne corinzie marmoree. Il resto della piazza rimase sempre libero. In età Adrianea si aggiunse una fila di colonne al portico e si chiusero gli ingressi sul lato nord, cui vennero addossati edifici. In origine la divisione in stanzette della navata più interna del portico non c’era; i muretti divisori furono realizzati nel III secolo e si sovrapposero ai mosaici. La fila di colonne di marmo che chiude il piazzale sul lato sud non è mai esistita nell‘antichità: infatti fu aggiunta durante il restauro moderno.

 

IL TEMPIO DELLE TERME DEL MITRA

 

In una stanza delle Terme del Mitra c'è una scala che conduce ad un ambiente sotterraneo, adibito a mitreo in un secondo momento. In esso furono costruiti muretti in opera listata e podi dello stesso materiale; due piastrini reggono le piramidi di tufo che simboleggiano la pietra da cui nacque Mitra. Nel corridoio centrale è sempre presente la base centrale dell’ara. Nel mitreo era collocata una scultura di Mitra marmorea e adattata su una preesistente base. Egli era raffigurato nell'atto di uccidere un toro, e la statua veniva illuminata da un lucernario per rendere l'atmosfera più suggestiva. L'opera fu fatta a pezzi dai cristiani che occuparono in seguito questi ambienti e i suoi resti furono trovati in una fogna. Dalla firma sul petto del toro si può affermare che lo scultore è Critone d’Atene di scuola Attica; tuttavia la statua presenta numerose differenze rispetto agli schemi iconografici consueti della scuola dello scultore.

 

 

 

IL TEMPIO DI ERCOLE

 

Il Tempio di Hercules Invictus è situato nell’Area Sacra dei Templi Repubblicani; fu edificato al tempo di Silla e subì numerosi restauri in età traianea e nei periodi successivi. Sulla sinistra del pronao vi è una grande statua di marmo, ritratto eroico idealizzato di C. Cartilio Poplicola, il personaggio più importante della storia di Ostia; al centro del pronao vi è invece un altare marmoreo dedicato a deo invicto Herculi da Ostilio Antipatro, prefetto dell’annona e governatore di Ostia. L’ara è riutilizzata, poiché vi è sul lato posteriore un’iscrizione precedente. Un secolo dopo Antipatro Numerio Proietto, anche lui prefetto dell’annona, restaurò la cella tra il 392 e il 394 d. C.. Sopravvive poco dell’originaria decorazione, costituita da colonnine con basi e capitelli di tufo e fusti laterizi. Sul fianco di un edificio pubblico costruito a sinistra del tempio è stato collocato il calco di un rilievo marmoreo votivo, il cui racconto si divide in tre scene: il ritrovamento di una statua di Ercole armato, Ercole che da una cassetta prende un oracolo e lo consegna ad un camillus, ovvero un addetto al culto, e poi un togato che porge l’oracolo ad un altro personaggio perduto verso cui vola una Vittoria con una corona; l’interpretazione è questa: dopo un evento straordinario è stato chiesto al dio un oracolo su un’impresa da compiere; un aruspice, ovvero l’uomo togato, ha predetto la vittoria a un comandante e, poiché l’oracolo si è dimostrato veritiero, questo ha dedicato il rilievo a Ercole. Il culto di Hercules era sicuramente molto importante ad Ostia, soprattutto per le spedizioni militari, come si può vedere anche da alcuni rilievi e statue sistemati all'interno del tempio stesso, donati da protagonisti di scontri bellici. Il culto di Ercole continuò anche in età imperiale e dopo il diffondersi del Cristianesimo, come si è potuto riscontrare da alcune iscrizioni e da un restauro da parte delle autorità pubbliche di Roma del IV sec. d. C..

 

IL TEMPIO DI BELLONA

 

Il tempio di Bellona è un sacello dedicato alla dea italica Bellona a Ostia antica. Si trova sul lato orientale del "Campo della Magna Mater" ed è costituito da un piccolo edificio con cella preceduta da due colonne (il tutto in laterizio), sopraelevato di tre gradini. L'interno presentava pareti affrescate e un pavimento in mosaico bianco con soglia in marmo e sul fondo un basso podio.

 

IL TEMPIO DEI MENSORES

 

Il tempio dei Mensores era originariamente prostilo e tetrastilo. Il tempio è di un’associazione dei mensores frumentarii, la cui aula dove si riunivano fu restaurata nel 253 d. C. con murature e pilastri laterizi. Alla stessa epoca risale anche un mosaico, che ritrae un mensor nel pieno del suo lavoro di controllo. Se vi fossero dubbi sulla funzione dell’aula, vi è al suo interno un cippo su cui si può leggere un iscrizione che dice “al patrono dell’associazione dei mensores”. Fu costruito su un podio, la cui parte più bassa risale al periodo prima di Traiano, mentre la cella fu costruita durante il periodo di Traiano; le colonne sono andate perdute. Il tempio forse è stato dedicato a Cesare Augusto, perché Gneo Senzio Felice è chiamato patronus mensorum frumentariorum Cereris Augustae.

 

MITREO DEGLI ANIMALI

 

Un corridoio, parallelo al mitreo stesso, ne costituisce l’ingresso. Il sacello ha quattro pilastri addossati ai due lati e due corti podi verso il thronum a gradini. Molto interessante è il mosaico, che raffigura un fedele, un Leo (uno dei gradi di iniziazione), con in mano oggetti inerenti al culto.

I successivi simboli riguardano il sacrificio del toro, raffigurato ridotto alla sola testa con accanto il coltello del sacrificio; al sacrificio assistono un gallo, attributo di Cautes, genio dell’alba, e un corvo, araldo di Mitra; si dirigono verso il toro stesso un serpente, che ne beve il sangue, e uno scorpione, che attacca i testicoli del toro.

 

 

 

 

 

MITREO DELLE SETTE PORTE

 

 

Esso fu costruito tra il 160 e il 170 d. C., quando una delle sei camere del magazzino fu trasformata in mitreo. Furono costruiti i podi e la nicchia a sesto pieno sul fondo e le pareti vennero affrescate. I mosaici riproducono simbologie riferite soprattutto all’iniziazione mitraica e presentano affinità con quelli del Mitreo delle Sette Sfere. Sulla soglia l’arco centrale fiancheggiato da tre fornici (aperture sormontate da un arco) minori per parte rappresentano le sette porte simboliche che l’iniziando doveva attraversare. Sui pilastrini, sono parzialmente conservate le figure a mosaico di Cautes e Cautopates. Sulle fronti dei podi troviamo invece le divinità relative ai pianeti che presiedevano alle porte iniziatiche: Marte e la Luna a destra, Venere e Mercurio a sinistra, Giove nel corridoio davanti all’altare e sotto di lui il busto di Saturno, tutti rappresentati a mosaico. Il settimo pianeta, ovvero il Sole-Mitra, era dipinto in origine nella nicchia in fondo. Verso il centro del corridoio sono raffigurati sempre a mosaico i quattro elementi cosmici: il cratere (l’acqua), il serpente (la terra), il volatile (l’aria) e forse un fulmine (il fuoco) retto dal volatile. Fra i quattro elementi e Giove si trova il pozzetto cultuale.

 

MITREO DEL FELICISSIMO


tere e altare con fuoco acceso


 

Mercurio->Corvo->Vaso

per le abluzioni


 

Venere->Nymphus-> lucerna

 

Giove->Leo->sistro sacro alla Magna Mater

 

 

Marte->lancia-> bisaccia del

soldato

 
 


Sole->Heliodromus-> frusta della quadriga


 


Saturno->pater-> bacchetta del comando e patera per le libagioni


 

Iscrizione del fedele

 

 

Questo mitreo fu ricavato nella seconda metà del III secolo da un preesistente edificio di incerta funzione. I podi e l’altare sono scomparsi, ma è degno di interesse il mosaico che si trova nel corridoio e che ci fornisce fondamentali informazioni sul rito praticato in questo luogo. Davanti all’ingresso si trovano i simboli dell’acqua e del fuoco, rispettivamente un cratere e un altare con il fuoco acceso. All’inizio del corridoio ci sono due pilei che simboleggiano i Dioscuri, ovvero i due emisferi celesti attraversati dall’anima pitagorica. I sette rettangoli successivi rappresentano i pianeti e i relativi gradi dell’iniziazione e ogni scomparto comprende l’oggetto rituale. L’ottavo scomparto è di lunghezza doppia rispetto agli altri sette e porta un’iscrizione del fedele che ha fatto costruire il mitreo.

 

COSA

 

 

 

CAPITOLIUM E MATER MATUTA

 

Al tempio di Mater Matuta, innalzato nel primo quarto del II sec. a. C., in base ad alcuni elementi della sua decorazione fittile, è stato attribuito il culto di Mater Matuta, divinità della fecondità. Mentre del Tempio di Giove nulla più rimane perchè sulle sue rovine si innalzò il Capitolium, il cosiddetto tempio di Mater Matuta è tuttora visibile sull'acropoli. Si presenta con un basso podio in opera poligonale, sopra cui si innalzano i resti dei muri della cella. Il podio è pavimentato e poco profondo. Sono ancora visibili le tracce della fila di quattro colonne che stavano sulla fronte.

L' altare, di forma trapezoidale, era posto di fronte alla facciata del tempio.

Il Capitolium, innalzato intorno al 170-150 a. C. sull’area del primitivo Auguraculum e del tempio di Giove, acquisì il ruolo di tempio principale perché dedicato alla Triade Capitolina e modellato come il Capitolium di Roma. Il tempio era caratterizzato da tre celle, da un profondo pronao a quattro colonne sulla fronte, e da un alto podio rivestito di lastroni sagomati. Una grande cisterna di forma oblunga, scavata nella roccia, era destinata ad accogliere le acque piovane raccolte attraverso una cavità ricavata nel tetto del pronao. All'inizio del VI sec. d. C. l'acropoli fu oggetto di una completa ristrutturazione per accogliere una guarnigione militare e le alte mura del Capitolium furono quindi riutilizzate in funzione della nuova destinazione militare dell' area.

 

TEMPIO DELLA CONCORDIA

 

Accanto al complesso Curia-Comitium si trovano i resti d’un tempio (150 a. C.) forse dedicato, come documentano un' iscrizione e alcune statuette votive, alla Concordia. Attualmente si conserva solo un basamento, su cui s’ innalzavano una cella e un prònao con quattro colonne. Questo tempio nel Medioevo subì una trasformazione in chiesa cristiana.