STORIA DEGLI ETRUSCHI

INDICE

1) Progressiva nascita dell’Etruria

2) Il confronto tra Greci ed Etruschi

3) L’espansione etrusca

4) I re etruschi

5) La nascita delle città

6) Cronologia

7) Ruolo delle donne

8) Gli schiavi

 

 

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~ Civiltà etrusca - Tra l’Arno, il Tevere e il Mar Tirreno ~

Chi crede che le civiltà misteriose e sconosciute siano una esclusiva di paesi lontani, situati in America Latina o nelle regioni asiatiche, è destinato a ricredersi. Anche l’Italia è stata patria e culla di una grande civiltà che è tutt’ora avvolta nel mistero. Stiamo parlando della civiltà etrusca, vissuta tra il IX e il I secolo a.C. La zona principale in cui gli Etruschi vissero è compresa tra i fiumi Arno, Tevere e tra il mar Tirreno.

1) Progressiva nascita dell’Etruria

Al loro arrivo sul suolo italico, gli emigranti etruschi possedevano dunque le conoscenze ed i mezzi materiali che avrebbero permesso loro di affermarsi come i padroni di un mosaico di popoli semipreistorici. Ma l’insediamento e lo sviluppo delle varie città etrusche, che avrebbero formato l’Etruria, sarebbe stata un’opera di largo respiro, compiuta dagli Etruschi in due secoli, dal X al VIII secolo a.C. Stabilitisi dapprima a Tarquinia, la più antica delle città etrusche, vicine al mar Tirreno, i nuovi venuti esplorarono la città costiera, dove fondarono Veio, Caere, Vetulonia, Vulci. Poi si avventurarono verso l’interno, respingendo le popolazioni indigene verso la catene degli Appennini. Così, nel bacino del Tevere, nacquero i centri urbani di Volsinii, Chiusi, Perugia, Cortona e, vicino all’Arno, a nord-est, Arezzo. A poco a poco, per quasi due secoli, si costituì così, città per città, regione per regione, il dominio etrusco vero e proprio, che va dall’Arno al Tevere. La lenta conquista etrusca nel corso di questa prima tappa si compì molto facilmente.

In origine, gli Etruschi sembra formassero solo un piccolo gruppo di emigranti, un nucleo di dirigenti. Man mano che il territorio si estendeva, essi dovevano assimilare le popolazioni conquistate nella "etruschizzazione", che i conquistatori proseguirono con pazienza e prudenza.

2) Il confronto tra Greci ed Etruschi

Paese della penisola italica potente e prospero un tempo, l’Etruria allargò i suoi rapporti sia commerciali sia politici con i grandi focolai mediterranei, Grecia, Fenicia, Cartagine. E fu grazie agli Etruschi che l’Italia si aprì alle influenze esterne. "L’Etruria", scrive lo storico Leon Homo, "comincia così ad assicurarsi in tutta l’Italia quel ruolo d’iniziatrice che resterà il suo appannaggio e costituirà la sua potente originalità". Nella penisola, i soli rivali degli Etruschi sono i Greci, stabilitisi nell’VIII secolo sulla costa meridionale ed in Sicilia. Qui le colonie greche erano numerose: dopo la fondazione di Cuma, la più antica delle colonie della Magna Grecia, erano sorte Nasso, Siracusa, Catania, Megara, Metaponto, Pandosia, Sibari, Crotone, Taranto e molte altre ancora. Uomini di una civiltà evoluta stabilitisi da vari secoli sulle rive del mar Egeo, gli emigranti greci portarono in Italia i loro costumi, la loro filosofia, il loro urbanesimo, le loro tecniche e, soprattutto, cosa fino a quel momento sconosciuta in Italia, l’alfabeto. Dopo essersi molto presto arricchite, le colonie greche acquistarono anche una grande importanza politica. Tuttavia l’influenza greca non penetrò in profondità nel territorio e tra le popolazioni italiche. I Greci si accontentarono di un insediamento solido sulla costa, respingendo le popolazioni autoctone verso l’interno delle terre. Un confronto tra Greci e gli Etruschi: questa fu la situazione in Italia alla fine dell’VIII secolo e all’inizio del VII secolo a.C. In mezzo a numerosi popoli poco evoluti spiccavano due grandi focolai di civiltà, l’Etruria nell’Italia centrale e la Magna Grecia nel meridione ed in Sicilia, i cui interessi entrarono ben presto in conflitto.

3) L’espansione etrusca

La guerra tra Etruschi e Greci ebbe luogo all’inizio del VII secolo. Gli Etruschi, in pieno sviluppo, partirono alla conquista di nuovi territori e di nuovi sbocchi commerciali. I fondaci greci, con le loro ricchezze, furono i primi obiettivi presi di mira. Per due secoli, dal VII al V secolo a.C., questa espansione avvenne in tre direzioni: a sud, verso l’Italia meridionale, ossia la Magna Grecia, a ovest, verso il bacino occidentale del Mediterraneo, a nord, verso la pianura del Po. Ma, lungi dall’essere un’azione concentrata tra le varie lucumonie, o città-stato dell’Etruria, la conquista etrusca non era altro che l’azione singola di ogni città che agiva per proprio conto. La prima espansione etrusca, partita da Tarquinia e da Caere, spinse gli Etruschi a combattere dapprima contro le tribù del Lazio, poi contro i Greci della Campania. Dopo aver tentato di impadronirsi delle città greche, dove si scontrarono con un avversario più forte di loro, gli Etruschi si limitarono ad occupare le terre dell’interno. Alla fine del VI secolo, una grave disfatta dell’esercito etrusco davanti alla colonia greca di Cuma avrebbe determinato l’arresto dell’espansione etrusca nell’Italia meridionale. La minaccia etrusca divenne ancora più forte quando, all’inizio del VI secolo, l’Etruria costituì una potente flotta. Abili marinai, gli Etruschi figurano ben presto come la terza potenza marittima, a fianco dei Greci e dei Cartaginesi, nel bacino occidentale del Mediterraneo. L’alleanza con Cartagine sarebbe stata per loro un prezioso aiuto. All’inizio del VI secolo, la colonia fenicia dell’Africa prese a sua volta un grande slancio, ma questo sviluppo fu poi minacciato ed ostacolato dai Greci. Etruschi e Cartaginesi si coalizzarono dunque contro il nemico comune, i Greci. Dopo numerosi scontri, nel 540, ad Alalia, si svolse una battaglia decisiva. Questa battaglia fu il primo vero combattimento marittimo di cui l’antichità ci abbia conservato ricordo. La vittoria finale toccò in sostanza agli Etruschi ed ai Cartaginesi; dopo la partenza dei Greci dalla Corsica, gli Etruschi si insediarono sull’isola e sfruttarono le risorse di questo territorio. Consolidando la loro alleanza, Etruschi e Cartaginesi misero fine alla dominazione greca sulle coste tirreniche e limitarono l’influenza ellenica sulle coste occidentali del Mediterraneo che i vincitori si divisero. Così, la Sicilia e la Spagna furono attribuite a Cartagine, mentre gli Etruschi stabilirono il loro dominio sul Lazio e sulla Campania. Fu proprio questo il momento in cui gli Etruschi decisero di espandersi verso nord. Partiti questa volta dalle lucumonie settentrionali, gli invasori dilagarono nella pianura del Po attraverso i passi dell’Appennino toscano. Seguendo i loro metodi abituali, i conquistatori etruschi si sovrapposero agli antichi abitanti delle regioni conquistate ai quali apportarono la loro civiltà e le loro istituzioni politiche. Fu così, che, come in Toscana, le città create nella pianura del Po e sulle rive dell’Adriatico formarono una dodecarchia (o federazione di dodici città).

4) I re etruschi

Eletto con larga maggioranza, Tarquinio Prisco (616-578 a.C.), divenne re e cercò di consolidare il suo potere conducendo guerre vittoriose contro i villaggi dei latini circostanti che gli permisero di allargare il territorio di Roma. Tarquinio portò a Roma non solo le abitudini del suo paese d’origine, ma anche le tecniche avanzate degli Etruschi in materia economica.

Servio Tullio (578-534 a.C.) succedette a Tarquinio Prisco sul trono di Roma; fu un buon re per Roma. Egli, come riconosceranno più tardi gli stessi storici, fu il più grande re e il più grande organizzatore dell’antica Roma. Tra le più notevoli creazioni di Servio Tullio va notata nel campo amministrativo, l’istituzione del census, o censimento dei cittadini romani secondo la loro fortuna.

Dopo di lui salì al trono Lucio Tarquinio (534-509 a.C.), figlio di Tarquinio Prisco, che aveva ottenuto il potere uccidendo il vecchio re, in seguito soprannominato Tarquinio il Superbo per il suo atteggiamento altero ed arrogante. Il nuovo re impose un potere personale assoluto a Roma; negli affari esteri il consiglio privato del re o il re stesso decidevano a loro piacimento della guerra o della pace, dei trattati e delle alleanze. La stessa tirannia regnava nel campo interno.

5) La nascita delle città

Nella fase iniziale dell'età del Ferro si assiste nel territorio della futura Etruria alla comparsa di abitati più estesi, più popolosi e meglio organizzati, la cui nascita è legata al fenomeno del sinecismo, cioè alla scomparsa dei villaggi minori, la cui popolazione affluisce negli abitati più importanti.

Ma ad una situazione di relativa calma e diffuso benessere delle città settentrionali fa riscontro una serie di tensioni che fanno capo alle mire espansionistiche romane ed alle scorrerie italiche. L'episodio più tragico è la Battaglia di Cuma, avvenuta davanti alle acque campane nel 474 a.C., in cui si affrontarono la flotta siracusana di Ierone, chiamata dagli abitanti di Cuma, e le navi etrusche. Fu una disfatta per questi ultimi che, indebolita la loro presenza nel Tirreno, lasciarono spazio ad imprese piratesche e saccheggi che minarono fortemente sia l'immagine di compattezza dell'Etruria marittima sia la stessa economia, basata in gran parte sui commerci internazionali.
Nel 396 a.C., dopo una guerra decennale, la città etrusca di Veio venne conquistata da Roma. E' dunque l'inizio di una forte crisi da cui gli Etruschi non si risolleveranno più, poiché impegnati nella lunga lotta contro Roma, lanciata ormai alla conquista dell'Italia.

Alla fine del V secolo a.C. anche le città dell'Etruria padana cominciarono ad avere problemi, questa volta con le popolazioni celtiche, miranti al territorio meridionale della penisola: a queste minacce su diversi fronti gli Etruschi non risposero con un'adeguata compattezza ed una politica comune, ma con una disorganizzazione che portò alla perdita di Fidene, centro a pochi chilometri da Roma sulla riva sinistra del Tevere. Fidene era l’avamposto di Veio, città alla quale non fu dato l'aiuto necessario per fronteggiare i Romani, che ora l'assediavano. Le minacce celtiche presero tragicamente corpo nel 390 a.C. quando i Galli giunsero a minacciare direttamente Roma: Caere fu alleata di quest'ultima, giungendo ad ospitarne come rifugio, gli oggetti sacri, i Sacerdoti e le Vestali, sacerdotesse custodi del fuoco divino. I ceriti ottennero la civitas sine suffragio, la cittadinanza romana ma senza diritto di voto, con la possibilità di contrarre matrimonio tra romani e ceriti. Roma, che nel frattempo aveva consolidato la sua influenza in Campania alleandosi con molte delle città principali tra cui Capua, un tempo etrusca, schierò molte forze in campo. Il fronte etrusco meridionale fu più volte abbattuto e le legioni romane, guidate dal console Quinto Fabio Rulliano, riuscirono ad attraversare, dopo numerosi insuccessi, la Silva Cimina, l'impenetrabile foresta che ricopriva le pendici dei Monti Cimini e di cui si può in parte osservarne un relitto nel Bosco di Fogliano a Vetralla, giungendo nel cuore dell'Etruria: era il 308 a.C. ed alla fine del secolo molte delle città etrusche erano ormai sottomesse. Una ribellione degli Etruschi si ebbe nel 295 a.C. quando essi, alleatisi di alcuni popoli italici, affrontarono l'esercito di Roma a Sentino: trovarono però la sconfitta che costrinse nuove sottomissioni ed addirittura la distruzione di alcune città etrusche. Nella Seconda guerra punica (218-202 a.C.) Roma è ancora una volta impegnata contro i Cartaginesi: Annibale invade l'Italia e, proprio in territorio etrusco, sul lago Trasimeno, infligge una pesante sconfitta alle legioni romane: qualche città etrusca pensa di approfittarne per una riscossa, ma i limitati tentativi di ribellione vengono presto soffocati. Anzi, durante gli eventi bellici, molte delle città dell'Etruria offrono il proprio aiuto (derrate alimentari, armi, vele per le navi appoggio logistico) ai Romani, e lo faranno per tutto il secolo successivo, contribuendo in modo determinante alle attività di conquista.

6) Cronologia

900-750 a.C. Circa - Sviluppo di villaggi Etruschi nell'area dell'odierna Toscana.

750-600 a.C. - Le colonie greche, loro principali partner commerciali, esercitano forte influenza nello sviluppo delle nuove urbanizzazioni Etrusche.

616 a.C. - Tarquinio Prisco diventa il primo Etrusco a comandare su Roma

550 a.C. - Fondazione di alcune città nella pianura Padana e espansione verso la Campania.

535 a.C. - Il controllo della Corsica segna il punto più elevato dell'espansione Etrusca.

509 a.C. - La caduta della dinastia Tarquinia in Roma segna l'inizio del declino della civiltà Etrusca.

396 a.C. - Il Sacco di Veio, dopo un assedio decennale, sancisce la fine della lunga guerra con Roma. Alcune Lucumonie restano indipendenti.

265 a.C. - Capitolazione di Velzna, ultima città etrusca ad arrendersi allo strapotere romano.

90 a.C. - Dopo secoli di declino, gli Etruschi diventano cittadini romani a tutti gli effetti.

7) Ruolo delle donne

Merita un cenno la condizione sociale della donna che, a differenza del mondo latino e greco, godeva di una maggiore considerazione e libertà: per gli Etruschi ella poteva partecipare ai banchetti conviviali, sdraiata sulla stessa k l i n h (letto) del suo uomo, o assistere ai giochi sportivi ed agli spettacoli. Questo era scandaloso per i Romani che non esitarono a bollare questa eguaglianza come indice di licenziosità e scarsa moralità da parte delle donne etrusche: addirittura dire "etrusca" era sinonimo di "prostituta". Ma la condizione sociale della donna nella civiltà etrusca era veramente unica nel panorama del mondo mediterraneo, e forse ciò derivava dalla diversa stirpe dei popoli. La donna poteva trasmettere il proprio cognome ai figli, soprattutto nelle classi più elevate della società. Nelle epigrafi talvolta il nome (oggi diremmo il cognome) della donna appare preceduto da un prenome (il nome personale), segno del desiderio di mostrarne l’individualità all’interno del gruppo familiare a differenza dei Romani che ne ricordavano solo il nome della gens, della stirpe.

8) Gli schiavi

Agli albori della storia di questo popolo, nel periodo Protovillanoviano (età del Bronzo) e nel successivo Villanoviano iniziale (età del Ferro), non si notano segni di una distinzione in classi all’interno della società; essa invece appare evidente nel Villanoviano evoluto, nella seconda metà dell’VIII secolo a.C., quando i corredi funerari cominciano a mostrare netti segni di differenziazione: aumentano gli oggetti di corredo in quantità e qualità, appaiono vasi ed ornamenti d’importazione. Qualcosa è cambiato nella società etrusca e lo si vedrà amplificato alla fine dell’VIII secolo a.C. e nel successivo, quando appare lo splendore della società Orientalizzante, con all’apice le ricche aristocrazie dalle grandi tombe a tumulo e dai sontuosi corredi, che basavano il proprio potere e prestigio sul controllo dei commerci con l’Oriente e delle attività agricole e pastorali. La nascita di un ceto "medio" avviene nell’età Arcaica, nel VI secolo a.C., quando artigiani e mercanti iniziano a prendere coscienza delle proprie capacità, operando per proprio conto e non più per i ricchi principi. Fanno parte della stratificazione sociale anche i lautni, gli schiavi, importati come merce da paesi lontani o catturati durante le numerose battaglie per il predominio sul commercio tirrenico: a volte si rinvengono i luoghi di sepoltura di questi esponenti della classe servile, cremati e posti in recipienti di terracotta, tumulati in piccole nicchie scavate nelle strutture sepolcrali dei padroni.