ORDINE DORICO

Il nome risale dal latino Doricus. Relativo all'antica popolazione greca dei Dori, insediatasi nel Peloponneso, in Grecia.

Sorto agli inizi del I millennio a.C., lo stile dorico è il più antico usato in Grecia, come mostra anche il capitello del tempio di Atena Pronaia a Delfi.

Lo stile dorico raggiunse il periodo di massimo splendore tra l’ VIII e il VI secolo a.C., come attestano le statue di Cleobi e Bitone, le metope di Selinunte.

Dal Peloponneso si diffuse in tutta la Grecia continentale e nelle colonie dell'Italia meridionale e della Sicilia. L'ordine dorico subì nel tempo una continua evoluzione stilistica, passando dalle tozze ma possenti e vive forme arcaiche a quelle perfettamente equilibrate del periodo classico e decadendo quindi in forme eleganti ma fredde e irrigidite nel periodo ellenistico e romano.

 

Vitruvio, architetto romano del I secolo, inoltre ricorda che i Greci, per progettare un tempio dedicato ad Apollo si ispirarono alle architetture viste nelle città dei Dori e, disegnandone le colonne " presero a unità di misura l’ impronta del piede dell’ uomo, e lo riportarono in altezza. Inoltre, poiché avevano riscontrato che il piede è la sesta parte dell’ altezza dell’ uomo, applicarono questa proporzione anche alla colonna, facendola alta sei volte il diametro della base. Così la colonna dorica rappresentò negli edifici, la proporzione, la solidità e la bellezza del corpo virile".

Lo stesso Vitruvio ricorda poi un tipo di dorico con la colonna alta sette volte il diametro.

 

DESCRIZIONE DELLA COLONNA DORICA

 

TRABEAZIONE

Struttura orizzontale dell’ ordine architettonico posta sopra la colonna e formata da architrave, fregio e cornice.

Architrave

Una delle tre parti della trabeazione appoggiata sulle colonne. Eventuali suddivisioni orizzontali si dicono fasce o tenie.

Fregio

Parte della trabeazione compresa fra architrave e cornice. Il fregio dorico è suddiviso in metope-4 (formella facente parte del fregio dorico) e triglifi-5 (decorazione del fregio dorico situata fra due metope composta da glifi-6 e femori-7 e racchiusa fra un listello superiore, ed uno inferiore, sotto il quale sono scolpite le gocciole-8).

Cornice

Elemento della trabeazione costituito da più modanature (risalto di una cornice architettonica formato da un cavetto o da una gola, oppure decorato con ovoli-3) e diviso in genere da una sopracornice-1 e da una sottocornice-2. La cornice dorica può presentare i mutuli (membranatura a forma di S di piccole dimensioni).

 

COLONNA

Membro architettonico portante, composto da base, fusto e capitello. La sua parte inferiore è detta imoscapo-15. quella superiore è detta sommoscapo-13 (su cui poggia il capitello). Il rigonfiamento a un terzo dell’ altezza è chiamato entasi-14.

Fusto

Parte principale della colonna compresa fra la base e il capitello. Nell’ ordine dorico più antico poggia direttamente sullo stilobate nel dorico attico sulla base, che serve da raccordo fra lo stilobate e il fusto. Può essere liscio, scanalato o rudentato. Il collarino-11, parte del fusto, è l’ elemento di raccordo fra la sommità del fusto e il capitello. L’ astragalo-12, anch’ esso parte del fusto, è situato tra il collarino e il fusto.

Capitello

Parte superiore della colonna ed elemento caratterizzante un ordine architettonico. Nell’ ordine dorico il capitello è composto dall’ abaco-9 (parte superiore del capitello, ha forma di parallelepipedo liscio) e dall’ echino-10 (parte principale del capitello a forma di tronco di cono ribaltato.

 

CREPIDOMA

Basamento o zoccolo che regge la mole di un edificio.

Stilobate

Superficie di un edificio o di un piedistallo sulla quale poggiano una o più colonne.

Scalino

Della scalinata.