
Per quanto si faccia finta di non vedere,
tutti (o meglio tutti coloro che sono in buona fede) sono in grado di capire
quanto l'Iraq sotto la guida di Saddam Hussein rappresenti un grosso e non
trascurabile pericolo.
Questi è a dir poco un dittatore, un piccolo Hitler (per i più
restii a capire spiego che si tratta di colui che per anni si è tentato
di eliminare), che ha costruito un regime basato sul terrore, un regime dispotico,
intransigente ed aggressivo. E' stato dimostrato da Inglesi ed Americani più
e più volte che dispone di armi di distruzione di massa, armi chimiche,
nucleari, laboratori per fabbricarle, missili per lanciarle, perché
fingiamo di non vedere? Questo è ciò che mi chiedo. Penso che
sia indispensabile disarmare l'Iraq, perché il non agire di fronte
ad un regime che ricorda i vaneggiamenti del nazismo potrebbe avere un costo
storico pesantissimo e portare conseguenze ben più drammatiche, a cui
sarebbe difficile rimediare.L'America è la prima, insieme con l'Italia,
che vorrebbe evitare la guerra: vuole solo che l'ONU formuli una soluzione
unica, chiara, che non vi presti ad equivoci, in modo tale che Saddam Hussein,
sotto minaccia, sia costretto a distruggere ogni arma pericolosa a sua disposizione;
se ciò avverrà, né l'America né nessun paese europeo
avrà alcun motivo per intervenire militarmente. Ma se la dissuasione
dell'ONU, il dialogo, la mediazione a parole non dovesse ottenere alcun risultato,
bè penso che a questo punto, come ultima spiaggia, sia necessario un
intervento armato quantomeno misurato; sarebbe l'unico antidoto utile per
spaventare Saddam.
Penso che nessuno, per principio, opti per la guerra, credo che tutti ne farebbero
volentieri a meno, tutti vogliono una soluzione pacifista, ma se non dovesse
esserci, non rimane che la guerra; per carità con prudenza. La questione
dell'Iraq si fa tremendamente seria, non la si può affrontare con i
soliti piagnistei del pacifismo; nel contempo, però, non sono uno che
dice che la guerra sia il rimedio primo; è il rimedio estremo di fronte
all'inaccettabile comportamento di Hussein. Si tenga sempre presente, però,
che bisogna attenersi alla Costituzione Italiana, la quale afferma che l'Italia
ripudia la guerra e nessuno vuole forzarla, tutti vogliono evitare il conflitto,
perché potrebbe anche portare conseguenze più pesanti. Prudenza.
In ogni caso si deve arrivare ad una soluzione, ad un punto di intesa e qui
cito frase di chi ne sa più di me "non per amore della guerra,
ma per amore della pace, della salvezza e sicurezza". Comunque, a quanto
ho sentito negli ultimi giorni, sembra che Saddam abbia dimostrato una disponibilità
maggiore al dialogo e credo che non sia ancora arrivato il punto di rottura
definitivo, per cui non possiamo che spese che la guerra sia un discorso prematuro
ed azzardato e che tutto si possa risolvere al meglio, senza, però,
sottovalutare il pericolo iracheno.
Olivero Chiapino