PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA.
A.S. 2010/2011

 

 

 

 

 

 

Prof.ssa GABRIELLA  DE BLASIO

 

 

 

 

 

Liceo classico statale “Cavour

 

 

 

 

 

Classi: IA – IIA - IIIA

 

 

 

 

 

 

  Materie: ITALIANO E LATINO                

 

 

 

                                                            

 

Indice

 

1)     obiettivi formativi generali                                                     p.2

2)     obiettivi trasversali del Consiglio di classe                        p.2

3)     obiettivi specifici di Italiano                                                  p.2

                                             e di Latino                            p.3

4)     obiettivi minimi di Italiano e Latino                                     p.4

5)     fisionomia della classe                                            p.4

6)     scansione dei programmi                                                          p.5

     6.1 programmazione generale                                                  p.5

     6.2 motivazione delle scelte                                                      p.5

    6.3 linee programmatiche Liceo Comunicazione                   p.6

    6.4 temi della curvatura comunicativa                                    p.6

   6,5 moduli integrativi                                                   p.7

   6.6 programmi articolati per classe   I A                                  p.8

                                                             II A                           p. 9

                                                            III A                          p.9

7)     distinzioni tra le terze liceo                                                     p.10

8)     metodi e strumenti didattici                                                     p.10

9)     metodi e strumenti di verifica                                                  p.11

10)  criteri di valutazione                                                                p.11

11)  modalità di recupero e sostegno                                            p.12

12)  iniziative culturali e viaggi d’istruzione                             p.12

13)   aggiornamento e formazione                                                        p.12


 

1)      OBIETTIVI  FORMATIVI GENERALI

 

 

1)    di relazione:

n     crescita del grado di socializzazione della classe;

n     instaurazione di un clima di sereno dialogo, di reciproca accettazione e fiducia;

n     incentivazione dell’autenticità della partecipazione;

n     promozione del coinvolgimento personale e della partecipazione attiva.

 

 

2)    di contenuto

n     abituare gli allievi a modalità di apprendimento critico;

n     suscitare  il gusto per la ricerca e l’approfondimento dei temi trattati;

n     formare negli allievi capacità  autonome di interpretazione critica;

n     elevare la capacità di approccio interdisciplinare alle diverse tematiche.

 

2)    OBIETTIVI TRASVERSALI DEL CONSIGLIO DI CLASSE

 

- Sulla base dei principi generali della scuola in cui si afferma che essa, come istituzione preposta alla formazione ed alla maturazione della personalità, risponde al “principio democratico di elevare il livello di educazione e di istruzione di ciascun cittadino “e potenzia “la capacità  di partecipazione ai valori della cultura, della civiltà e della convivenza sociale”, si ritiene utile precisare che la determinazione degli obiettivi educativi va realizzata all’interno di una metodologia  mirante alla formazione ed alla maturazione della personalità dell’allievo, a prescindere dalle caratteristiche specifiche delle singole materie e nel rispetto della libertà didattica dei singoli docenti, secondo i principi sanciti dalla Costituzione (art. 3, 33, 34).

La scuola è formativa in quanto offre occasioni di sviluppo della personalità in ambito etico, sociale, intellettivo, affettivo, operativo, creativo, ed in quanto “luogo reale dell’incontro interpersonale” educa al libero ed obiettivo confronto delle opinioni ed alla libera espressione della personalità, in un continuo processo di crescita culturale e civile che va attuata con la partecipazione di docenti e discenti, nel pieno rispetto della dignità di ciascuno.

Proprio un tale rapporto educativo deve ispirare qualsiasi scelta didattica, organizzativa ed operativa, né può prescindere dal coinvolgimento dell’intera comunità scolastica, articolata nelle sue diverse componenti, il cui scopo è di porre le condizioni per un armonico sviluppo della personalità dell’allievo, di cui si sottolinea la centralità nell’ambito del progetto educativo. Occorre porre il soggetto in condizione di conquistare ed affinare la propria identità di fronte al contesto sociale tramite un processo formativo continuo in cui devono concorrere unitariamente le varie strutture scolastiche ed i vari aspetti dell’educazione. Occorre fornire strumenti critici, ossia la capacità di organizzare autonomamente un particolare dato dell’esperienza individuale, e abituare all’analisi ed alla sintesi, unitamente ad una rigorosa disciplina di studio, nell’ambito di una progressiva maturazione della coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno.

Per ogni ulteriore dettaglio, si rimanda a quanto stabilito e verbalizzato nella riunione dei Consigli di classe chiusi del 5 ottobre 2010

 

 

3)    OBIETTIVI SPECIFI DI ITALIANO E LATINO

 

 

I T A L I A N O

 

 

1)    fornire agli allievi competenze espressive e comunicative come:

n     una sempre più ampia proprietà lessicale;

n     ricchezza e articolazione del patrimonio linguistico;

n     padronanza dei diversi piani espressivi del linguaggio;

n     correttezza morfosintattica;

n     uso critico della lingua;

 

2)    sviluppare ed affinare la sensibilità culturale in genere, e specificatamente letteraria, attraverso una reale capacità di lettura, nel senso di:

n     rilevazione e comprensione di tutti i messaggi contenuti in un testo;

n     valutazione critica della loro diversa incidenza funzionale nel contesto esaminato;

n     restituzione razionale e corretta del contenuto del testo stesso;

n     rielaborazione personale dei significati di cui il testo è portatore.

Data la specificità dell’area umanistico-letteraria che caratterizza il liceo classico occorre saper opportunamente dosare l’intensità di tali obiettivi, anche perché sarebbe troppo semplicistico pensare che solo al biennio spetti lo sviluppo di competenze linguistiche ed esclusivamente al triennio l’educazione letteraria.

Nel primo anno del triennio occorre comunque accertare il possesso di competenze linguistiche da tradursi in strumenti interpretativi sia del reale sia del letterario. Quindi un obiettivo fondamentale del programma di italiano è quello di sviluppare negli studenti la capacità di lettura dei testi, finalizzando a tale operazione lo studio linguistico e quello socio-letterario: conseguentemente la decifrazione multipla di ogni messaggio presentato da un testo di qualunque estrazione ne comporta la rielaborazione personale in sede scritta e orale, di tipo analitico e sintetico, morfosintatticamente corretta.

In questo senso l’italiano coltiva un suo autonomo spazio disciplinare, ma insieme offre un buon supporto alle altre scienze, maturando abilità e strumenti di comprensione di qualsiasi testo scritto e di esposizione ordinata di ciò che sia stato conosciuto e assimilato.

In tutto il triennio, mentre prosegue la didattica della lingua e della linguistica, si impone lo studio letterario-critico, in quanto informazione storica ed analisi testuale supportano l’assunzione di una cultura scientificamente orientata verso la maturazione di capacità di giudizio critico. In particolare orientativamente nella classe prima  si pensa di porre come specifico sottobiettivo l’educazione all’esposizione orale; nella seconda l’educazione all’espressione scritta; nella terza la maturazione di capacità di astrazione e di sintesi. Insieme a questi obiettivi è opportuno rivolgere particolare attenzione allo sviluppo integrale della personalità del discente: la crescita umana e culturale, la coscienza sociale e democratica, le capacità razionali, il gusto estetico.

Pertanto gli obiettivi specifici del triennio si propongono di far sì che gli allievi sappiano:

n     decodificare, capire e interpretare i testi letterari delle varie epoche;

n     cogliere ed apprezzare le caratteristiche peculiari della lingua della prosa e della poesia, nei suoi aspetti lessicali, retorici, tecnici;

n     cogliere e valutare lo stretto rapporto che si instaura nel testo letterario tra ciò che l’autore dice ed il modo in cui lo dice, sia che sfrutti codici espressivi della sua epoca, sia che li violi;

n     individuare gli influssi ed i condizionamenti che la situazione storica, nelle sue implicazioni economiche, sociali e politiche, esercita su di un autore;

n     individuare l’ideologia  dominante nei testi di un autore;

n     riflettere sul ruolo e la funzione degli intellettuali;

n     conoscere il quadro generale delle varie epoche letterarie;

n     conoscere le tappe fondamentali del pensiero critico e delle metodologie elaborate.

 

Particolare attenzione va sempre dedicata alla cura dell’espressione scritta, in modo che questa diventi sempre più evoluta, corposa ed articolata, e sia prova delle capacità del giovane di elaborazione scritta di pensieri e concetti su argomenti stabiliti, secondo uno schema di lavoro di tipo consequenziale:

n     intuizione chiara delle tematiche offerte dall’argomento e costante fedeltà ad esse;

n     eventuali riferimenti storici:

n     cumulo di argomentazioni;

n     selezione ed organizzazione logica del materiale;

n     scelta del codice adeguato;

n     esposizione lineare e corretta;

n     revisione attenta e diligente delle pagine scritte con deliberato atteggiamento autocritico.

Proprio per il raggiungimento di tale obiettivo occorre stimolare il giovane alla lettura, in modo che questa sia non casuale, non impressionistica, ma meditata e pensosa, condotta su scelte e criteri coerenti, quasi scientifici; bisogna insomma abituare l’allievo a pensare mentre legge, a superare il primo livello edonistico che gli deriva dal fascino della narrazione, e ad imparare a ricavare dal libro tutti i possibili messaggi, in modo che la lettura risulti davvero consapevole e matura

L’educazione all’esposizione orale e all’espressione scritta deve orientare l’allievo a distinguere senza ambiguità i nodi problematici di un testo, ad enuclearne i dati e ad esprimerli organicamente. Acquisizione di capacità di analisi significa infatti acquisizione del senso dell’ordine e della chiarezza, insieme al raggiungimento di una  disciplina verbale e di sobrietà discorsiva.

L’indagine letteraria che caratterizza il liceo classico, offre un vasto campo di ricerca per l’esercizio di competenze di analisi e di sintesi, di organizzazione e di sistematizzazione delle conoscenze, per l’acquisizione di un atteggiamento fondato sul rigore e sull’obiettività del giudizio. Del resto, la stessa derivazione della nostra cultura e civiltà da quella latina implica una conoscenza adeguata del passato, proprio per meglio intendere il presente, ed avere di esso una specifica coscienza critica.

 

 

L A T I N O

 

 

 

Disciplina di alta capacità formativa ed educativa, veicolo di cultura, strumento di maturazione spirituale e di affinamento linguistico, il latino è materia fondamentale nella organizzazione didattica del liceo classico, che richiede specifiche attitudini ed un rilevante impegno di studio.

Lo studio del latino deve innanzi tutto tendere ad evidenziare i legami tra quel passato, oggetto di studio, ed il presente, in cui viviamo, è lo studio di una civiltà in cui l’uomo ha raggiunto momenti di raro equilibrio di pensiero e di espressione. Il punto d’arrivo di tutto l’insegnamento nel triennio dovrà essere la consapevolezza che noi moderni abbiamo verso quella cultura un debito enorme sia sul piano linguistico che culturale. Obiettivo specifico della disciplina deve essere la conoscenza del mondo, dei valori, della civiltà latina, che si esprime principalmente nella sua storia letteraria, che allo stato attuale della documentazione e della economia scolastica rimane il canale privilegiato, anche se non unico, per la conoscenza del mondo antico. Lo studio della letteratura e della cultura romana, in quanto radice della nostra cultura, serbatoio di testi letterari, di riflessioni filosofiche, di istituzioni politiche, che sono confluite nella cultura moderna attraverso i canali della eredità diretta e della continua riappropriazione in forma di studio o di imitazione, ci presenta una civiltà che è specchio della nostra.  Dunque studiare la letteratura latina significa capire come siamo e perché.

La civiltà latina è complessa e comprende arte e letteratura, religione e diritto, scienza e tecnica, ed il suo studio è altrettanto complesso e pluridisciplinare e comporta criteri di approccio dalla multipla valenza, linguistica, storica, filologica, antropologica. Nell’ambito di una corretta impostazione metodologica dello studio del latino, occorre prioritariamente stabilire che la lingua latina costituisce un mezzo insostituibile per un approccio ai testi: è la lingua il principale canale di accesso all’antico, lo strumento principe per la trasmissione di questa cultura.

 

 

4)  Obiettivi minimi di ITALIANO e di LATINO: (v. riunione di dipartimento, 9 settembre 2010)

 

Si assume qui e si fa proprio quanto stabilito nella riunione di dipartimento del 9 settembre 2010.

  Inoltre, circa gli obiettivi di contenuto e dei saperi minimi in Italiano, rilevato che la preparazione degli alunni al termine del biennio ginnasiale denuncia mediamente non trascurabili carenze e difficoltà di espressione, nell’orale come nello scritto, forse riferibili al predominio, nell’odierna comunicazione, dell’immagine rispetto alla parola, dello slogan rispetto al discorso, si ritiene che, per ciò che concerne l’ambito letterario, la valutazione di sufficienza viene correlata al possesso di un corretto impianto informativo sulla base dei contenuti del manuale in uso e alla capacità di riferirne con proprietà e chiarezza nelle linee di sviluppo essenziali. Le ulteriori abilità, quali capacità di contestualizzazione, di confronto testuale, di rielaborazione, comporteranno un incremento di valutazione rispetto alla soglia della sufficienza.

Circa il Latino, alla predetta conoscenza informativa di ambito letterario deve aggiungersi la comprensione linguistica (la cosiddetta traduzione), cioè la capacità di cogliere, senza gravi equivoci di senso, la struttura fondamentale di un passo originale latino e le competenze lessicali necessarie a tradurlo in italiano.

Più specificatamente per l’Italiano:

n    conoscenza  storica degli autori, sempre nell’ambito di una lettura diretta dei testi

n    capacità di inserire un testo letterario nel tempo e nello spazio;

n    conoscenza del linguaggio specifico.

n    Prerequisito per il conseguimento di tali obiettivi è il possesso di adeguate competenze linguistiche ed espositive, a cui si devono accompagnare: conoscenza della grammatica e della sintassi, e varietà lessicale.

Per il Latino (otre agli obiettivi minimi già considerati per l’Italiano):

n     possesso di adeguate competenze linguistiche e di traduzione dei testi,

n     conoscenza della sintassi del verbo e del periodo nelle sue linee generali

n     adeguata conoscenza del lessico.

 

 

La lettura dei classici è lo scopo precipuo dell’insegnamento del Latino. Nel prefiggersi tale obiettivo l’azione didattica deve considerarsi rivolta ad un completamento della trattazione sistematica della sintassi, in maniera che i discenti, abituati ormai a rendersi conto della struttura iperflessiva della lingua latina e dei suoi rapporti con l’italiano, evitino, per quanto possibile, l’apprendimento puramente mnemonico e siano soggetti attivi nello studio di tale materia. L’accostamento controllatissimo alla forma sintattica latina deve avviare il discente ad acquisire maggiore consapevolezza anche del lessico italiano e delle nostre strutture linguistiche, e specialmente con l’abitudine a tradurre si stimolano i giovani, che non sanno esprimersi che per frasi brevi e legate tra loro soprattutto paratatticamente, a costruire ed a capire un linguaggio non elementare, come spesso è il nostro moderno modo di parlare, ma costruito per periodi ampi, armoniosi, logici. Naturalmente l’approfondimento ed il perfezionamento della conoscenza della lingua latina si attua attraverso un graduale esercizio di traduzione adeguato al bagaglio culturale degli alunni: la “versione” rimane un momento didattico fondamentale, soprattutto per l’importanza che può assumere al fine della educazione linguistica: l’alunno infatti si abitua a confrontarsi continuamente e dialetticamente con la creatività interpretativa ed il dato oggettivo del testo che ha davanti.

La lettura diretta degli autori e lo studio della letteratura devono offrire l’occasione per conoscere a fondo la storia dei Romani, la loro concezione di vita e dell’uomo e quanto di valido c’è in ciascuno di essi per l’uomo di oggi, all’interno di un corso di studi in cui momento umanistico e scientifico, studio del passato e riflessione sulle problematiche connesse con la società attuale si fondono e si alimentano reciprocamente.

 

 

5)      FISIONOMIA DELLA CLASSE

 

IA. (Italiano) La classe presenta una preparazione iniziale un po’ debole per quanto riguarda la padronanza del lessico e delle competenze morfologico-sintattiche, e lievi carenze nella capacità di comprensione e analisi del testo. Tuttavia i discenti sembrano desiderosi di apprendere e di acquisire una più consona metodologia di studio che consenta loro di arrivare ad una più completa preparazione complessiva.

IIA.  (Italiano) La classe presenta un sufficiente livello di preparazione per quanto riguarda la capacità di comprensione e lettura attenta dei testi, e sa porsi in maniera abbastanza costruttiva di fronte alle problematiche storico-letterarie, decifrandone correttamente i messaggi. Gli allievi, pronti a superare le possibili ed innegabili difficoltà nel percorso didattico, dimostrano buona volontà e  desiderio di apprendere.

IIIA.  (Italiano e Latino) La classe presenta un livello di preparazione generale mediamente più che sufficiente, con punte di eccellenza in taluni casi non sempre l’informazione storico-letteraria si dimostra completa ed esaustiva. Si spera che, attraverso un serio e continuativo impegno, i discenti riescano a raggiungere una più sicura preparazione letteraria ed una più completa competenza linguistico-formale, in modo da affrontare con adeguati strumenti l’esame di stato.

 

6)      SCANSIONE DEI PROGRAMMI

 

6.1   programmazione generale

6.2     motivazione delle scelte all’interno della programmazione generale

6.3     linee programmatiche liceo classico Comunicazione

6.4     temi della curvatura comunicativa

6.5     moduli integrativi

6.6     programmi articolati per classi                                                 

 

6.1  Programmazione generale

 

Circa la selezione delle tematiche, lo svolgimento del programma di ITALIANO e di LATINO tiene conto  di quanto si è stabilito nella riunione di dipartimento del 9 settembre 2010. In particolare per ITALIANO, si è deciso di dare maggiore rilievo al ‘900, considerato che nella prova finale, unificata per tutti gli indirizzi scolastici, l’analisi testuale verte quasi necessariamente su un passo di autore del ‘900, stante la diversa articolazione dei programmi stessi. In tale sede si è ritenuto utile concordare – per la programmazione del triennio - sulla necessità di individuare temi portanti o linee di sviluppo fondamentali quale criterio di selezione più funzionale ai fini di rendere concretamente praticabile lo studio di una letteratura che vanta ormai otto secoli di storia.

Per quanto riguarda la scansione annuale dei programmi, anche in vista della somministrazione di compiti e test comuni in vari momenti dell’anno, si stabilisce quanto segue, sempre in accordo con quanto fissato nella citata riunione per materie:

- classe prima liceo: dalle origini all’Umanesimo volgare;    

- classe seconda liceo: dall’Umanesimo volgare a Foscolo;

- classe terza liceo: dal Romanticismo al Neorealismo.

Si concorda circa la necessità di operare qualche taglio, preferibilmente sulle “origini” (la letteratura medio-latina e francoprovenzale) incentrando il programma del primo anno essenzialmente sull’evoluzione del filone poetico, sull’esame dei tre classici del ‘300 (Dante, Petrarca, Boccaccio), sulla trattazione dell’Umanesimo per temi salienti (più che sugli autori), fino a concludere con il quadro generale del Rinascimento cinquecentesco (anticipando, se possibile, Ariosto). Nel secondo anno si opererà con taglio sintetico circa la letteratura seicentesca (previo accordo con l’insegnante di storia e filosofia a proposito della rivoluzione scientifica) al fine di trattare più distesamente i tre classici del secondo settecento (Goldoni, Parini, Alfieri) e anticipare – se possibile - lo studio del Neoclassicismo e di Foscolo (salvo riprendere quest’ultimo in termini di verifica all’inizio dell’ultimo anno). In terza infine, dopo gli autori canonici dell’Ottocento Romantico e Naturalista/Verista, si darà spazio alla letteratura decadente, alle correnti e agli autori novecenteschi, fino alla metà del secolo; pur nel rispetto delle autonome scelte di ciascun docente, saranno comunque presi in esame i seguenti autori: Pascoli, D’Annunzio, Pirandello, Svevo, le Avanguardie (Crepuscolari e Futuristi), l’Ermetismo e Quasimodo, Ungaretti, Saba, Montale, Pavese, Fenoglio. Viene inoltre richiamata l’esigenza di anticipare, a partire dal primo anno di liceo, la lettura di opere del Novecento, così da familiarizzare gli studenti con i contenuti essenziali, anche in accordo con i docenti del ginnasio. In parallelo si ribadisce la priorità del lavoro sui testi, in vista della prova di analisi prevista nello scritto d’esame (tipologia A)”, e ovviamente anche in considerazione delle altre tipologie di scrittura. Per quanto riguarda la lettura dei canti della Commedia dantesca da leggersi, si concorda quanto segue:  10 canti dell’Inferno in prima; 10 canti del Purgatorio in seconda; 5/7 (minimo) canti del Paradiso  in terza.

Per gli alunni che non parteciperanno ai moduli di orientamento saranno svolti altri 3/5 canti del Paradiso (per un totale di dieci canti complessivi), tre Operette morali di Leopardi, ed eventualmente la Pentecoste di Manzoni.

Al termine del modulo si effettuerà una verifica scritta.

 

Per quanto riguarda i contenuti del programma di LATINO da svolgersi nella classe terza, si rinvia a quanto stabilito nella predetta riunione di dipartimento; pertanto lo studio della storia letteraria prenderà in esame, secondo la tripartizione consueta, i principali autori dalla prima età imperiale alla tarda età imperiale (da Fedro ad Ammiano Marcellino), con possibilità di inserire cenni alla letteratura cristiana. Per quanto concerne gli autori (di cui è prevista la lettura diretta, la traduzione e il commento), si concorda e approva quanto segue:

- poesia: 200 versi di Orazio o di Lucrezio, in base alle scelte metodologiche effettuate da ciascun docente nell’a.s. precedente;

- prosa: 10 capitoli di Seneca (nel trimestre); 10 capitoli di Tacito (nel pentamestre);

Per quanto riguarda la metrica, si richiede la conoscenza anche teorica dell’esametro e del pentametro.

Per quanto riguarda gli autori affrontati nello studio della storia letteraria, si rileva la necessità della lettura di un adeguato corredo di testi antologici.

Per gli alunni che non parteciperanno ai moduli di orientamento si svolgeranno traduzioni con commento di passi in prosa di autori inerenti il programma. Al termine del modulo si effettuerà una verifica scritta che consisterà in una traduzione con commento di una selezione dei passi proposti

 

6.2  Motivazioni delle scelte all’interno della programmazione generale:

 

Sulla base delle caratteristiche specifiche delle singole materie  e nel rispetto della libertà didattica del docente, allo scopo di perseguire la maturazione della personalità dell’allievo, il percorso didattico prescelto segue un atteggiamento di indagine volto a dare completezza ed organicità, pur nell’ambito dei tagli necessari all’interno delle indicazioni ministeriali.

Saranno esaminate le tematiche fondamentali del percorso storico-letterario; gli autori ed i relativi testi saranno scelti non solo in grazia della loro validità letteraria in sé considerata, quanto piuttosto in funzione della loro forza rappresentativa nei confronti della storia, e della cultura dei singoli scrittori e dei loro tempi. Una scelta che va considerata come fertile occasione di riflessione e di stimolo ad affrontare le diverse problematiche.

A ciò va aggiunto in ambito più specificatamente italiano, che la scelta dei testi comprende passi essenziali del nostro patrimonio letterario, quelli cioè che per novità di pensiero e per eccellenza di esiti artistici sono documenti indispensabili all’esperienza didattica e all’educazione spirituale. Accanto a questi passi potranno essere incluse pagine di autori meno letti, per offrire una maggiore compiutezza al quadro d’insieme e per procedere all’arricchimento critico di una personalità in formazione.

E’ chiaro comunque che l’insegnante, anche in accordo con i colleghi delle medesime discipline, debba ritagliarsi un percorso personale che tenga conto di tutti gli elementi relativi alla situazione in cui si trova ad operare. Va detto inoltre che nella necessaria operazione di potatura del programma, non si deve arrivare alla eliminazione bruta dei cosiddetti minori, ma alla loro compattazione entro il movimento letterario in cui sono riconducibili e, più opportunamente, nell’ambito del “genere” letterario in cui hanno operato.

 

6.3 Linee programmatiche del Liceo Classico della Comunicazione. Sezione A

 

In aggiunta a quanto fino ad ora qui esposto, le linee generali della programmazione di “Italiano” e “Latino” nel triennio liceale della curvatura comunicativa, riguardano i seguenti approfondimenti:

 

Il Liceo Classico della Comunicazione vuole connotarsi attraverso lo studio della parola intesa come strumento privilegiato del pensiero e della comunicazione. In tale ottica si formulano i seguenti obiettivi formativi e transdisciplinari:

-          proporre la “filologia” (intesa in senso lato come “amore per la parola”) come impegno severo di formazione personale e civile

-          far acquisire consapevolezza dell’uso retorico della parola e delle potenzialità ad esso collegate

Metodologie:

-          approfondimenti degli elementi  più specificatamente legati all’aspetto comunicativo nelle diverse discipline di studio

-          approfondimenti specifici con esperti esterni

In particolare per l’articolazione retorica dell’area umanistica (classe prima), il linguaggio multimediale (classe seconda), il linguaggio cinematografico (classe terza), si rimanda a quanto attiene alla programmazione della curvatura comunicativa stabilita in accordo con gli insegnanti delle sezioni del liceo della comunicazione ( riunione del 02/IX/10).

 

6.4 Temi della curvatura comunicativa

 

La curvatura comunicativa dell’’area umanistica, nell’ambito dell’insegnamento delle tre discipline di Italiano/Latino/Greco, e fatta salva la specificità di ognuna di esse, si articola in ordine a due direttive:

1)       acquisizione di conoscenze e competenze di carattere filologico

a.        teoria: dalla tradizione orale al testo scritto, la trasmissione del testo

b.        prassi: analisi testuale in chiave storico-critica

2)       acquisizione di conoscenze e competenze relative alla retorica

a.        teoria: conoscenza dei testi che teorizzano la retorica classica Aristotele, Cicerone, Quintiliano) e degli esiti nella letteratura italiana

b.        prassi: studio diretto dei testi d’autore relativi all’utilizzo della retorica.

 

TEMI DELLA “CURVATURA COMUNICATIVA”:

    Classe prima liceo:

-          la funzione comunicativa della poesia epica

-          la commedia

Classe seconda liceo:

-          l’oratoria

-          la funzione comunicativa della poesia lirica

-          la funzione del mito

Classe terza liceo:

-          il linguaggio della tragedia

-          l’oratoria e la retorica

 

APPROFONDIMENTI SUI TESTI (e breve storia della Retorica ad opera del docente di Italiano in prima liceo, ampliamenti in seconda e terza liceo ad opera del docente di Latino e Greco):

   Classe prima liceo:

-          Omero e Erodoto (greco)

-          Catullo e Sallustio (latino)

-          Boccaccio (italiano)

Classe seconda liceo:

-          Saffo e Isocrate (greco)

-          Virgilio  e Cicerone(latino)

-          Foscolo (italiano)

Classe terza liceo:

-          Euripide e l’Anonimo del Sublime (greco)

-          Orazio e Seneca

-          Dante (italiano)

N.B. I testi possono variare a seconda della programmazione del singolo docente

 

 

 

 


6.5 Moduli integrativi (in orario curricolare)

 

Classi: IA/F/H

 

Prof. Sergio Roda (Univ. Torino), Retorica e politica

Mercoledì 24 novembre

I A

I F

I H

Ore 11-13

Ore 11 De Blasio

Ore 11 Ferlito

Ore 11 Capovilla

 

Ore 12 Ventura

Ore 12 Dogliani

Ore 12 Isaia

 

 

 

 

 

Prof. Roberto Danese (Univ. Urbino), Dal teatro antico alla Pléiade

Giovedì 2 dicembre

I A

I F

I H

Ore 8-10

Ore 8 De Blasio

Ore 8 Ferlito

Ore 8 Rebaudengo

 

Ore 9 Riva

Ore 9 Dogliani

Ore 9 Isaia

 

 

 

 

 

Prof. Antonio Aloni (Univ. Torino), Il proemio nei poemi omerici

Giovedì 27 gennaio

I A

I F

I H

Ore 12-14

Ore 12 Giannicchi

Ore 12 Cena

Ore 12 Marchisa

 

Ore 13 Giannicchi

Ore 13 Tarditi

Ore 13 Gavazza

 

 

 

 

 

(Eventuale incontro con la Prof.ssa Giovanna Garbarino, Univ. To., da concordare)

 

Classi: II A/F/H

Prof.ssa Federica Russo (ex Liceo classico Alfieri), Il linguaggio multimediale (eventuale tema su cui far esercitare gli studenti per la tesina di terza : Il genere dell’epistolografia nel corso del tempo)

 

Mercoledì 17 novembre

II A

II F

Ore 10-14

Ore 12 De Blasio

Ore 10 Ferlito

 

Ore 13 De Blasio

Ore 11 Dogliani

Martedì 23 novembre

II A

II F

Ore 8-12

Ore 10 Brucoli

Ore 8 Tarditi

 

Ore 11 Riva

Ore 9 De Bianchi

Venerdì 3 dicembre

II A

II F

Ore 9-13

Ore 11 Brucoli

Ore 9 Malta

 

Ore 12 Vetturini

Ore 10 Tarditi

Martedì 25 gennaio

II A

II F

Ore 9-13

Ore 9 Bellen

Ore 11 Dogliani

 

Ore 10 Brucoli

Ore 12 Niceforo

Mercoledì 2 febbraio

II A

II F

Ore 10-14

Ore 12 De Blasio

Ore 10 Ferlito

 

Ore 13 De Blasio

Ore 11 Dogliani

 

 

Lunedì 15 novembre

II H

 

Ore 11-13

Ore 11 Gavazza

Ore 12 Isaia

 

 

 

Mercoledì 24 novembre

 

 

Ore 10-12

Ore 10 Isaia

Ore 11 Gavazza

 

 

 

Giovedì 2 dicembre

 

 

Ore 10-12

Ore 10 Peretti

Ore11 Gavazza

 

 

 

Venerdì 28 gennaio

 

 

Ore 11-13

Ore 11 Isaia

Ore 12 Cena

 

 

 

Martedì 1 febbraio

 

 

Ore 11-13

Ore 11 Albanese

Ore 12 Peretti

 

 

 

 

 

Classi III A/F/H

Prof. Roberto Danese (Univ. Urbino), Medea attraverso la rappresentazione  filmica

Martedì 30 novembre

III A

III F

III H

Ore 8-10

Ore 8 De Blasio

Ore 8 Dogliani

Ore 8 Peretti

 

Ore 9 De Blasio

Ore 9 Dogliani

Ore 9 Isaia

 

 

 

 

 

Prof. Alberto Gozzi (Univ. Torino), Percorso attraverso il linguaggio cinematografico

Lunedì 31 gennaio

III A

III F

Ore 8-10/11-13

Ore 8 De Blasio

Ore 11 Dogliani

 

Ore 9 De Blasio

Ore 12 Dogliani

 

 

 

Lunedì 28 febbraio

III A

III F

Ore 8-10/11-13

Ore 8 De Blasio

Ore 11 Dogliani

 

Ore 9 De Blasio

Ore 12 Dogliani

 

 

 

Lunedì 28 marzo

III A

III F

Ore 8-10/11-13

Ore 8 De Blasio

Ore 11 Dogliani

 

Ore 9 De Blasio

Ore 12 Dogliani

 

 

 

 

Martedì  25 gennaio

III H

 

Ore 12-14

Ore 12 Scaglia

Ore 13 Scaglia

 

 

 

Martedì 15 febbraio

 

 

Ore 12-14

Ore 12 Scaglia

Ore 13 Scaglia

 

 

 

Martedì 22 marzo

 

 

Ore 12-14

Ore 12 Scaglia

Ore 13 Scaglia

 

 

 

 

 

 

 

                                 

6.6 Programmi articolati per classi

 

                Premessa

 

-          Per coniugare lo statuto formativo del tradizionale liceo classico con la varietà estrema dei processi comunicativi della modernità, si prevede un percorso di studio volto all’esame attento dei  processi di trasformazione dei linguaggi, dei generi, degli strumenti che sono l’ossatura della vita culturale in stretta connessione con le forme espressive proprie del nostro tempo, accanto ad una continua riflessione sui canali della comunicazione, e sul pubblico destinatario del messaggio comunicativo. Ciò comporta una costante attenzione alle concrete situazioni comunicative, all'uso sociale e funzionale della lingua, ai registri linguistici intesi come scelte di comunicazione e,  di conseguenza, una metodologia di studio che privilegi il contatto diretto con il testo.

-          Ne consegue la seguente impostazione generale in Italiano nelle tre classi liceali:

-          1 A. l’emergere delle lingue volgari, la nascita di una letteratura scritta in italiano, le forme letterarie proprie dell’epoca precedente la stampa; origini e sviluppo della nozione di letteratura, letteratura e poesia, letteratura e scrittura, i codici della comunicazione letteraria, gli strumenti per capire il fenomeno letterario

-          2 A. la nascita della critica letteraria; plurilinguismo e anticlassicismo; gli intellettuali e l’opinione pubblica.

-          3 A. editoria, stampa e mercato librario: verso una cultura di massa.

 

 

-          In particolare il percorso di studio sarà così strutturato:

                                 

                                    ITALIANO

 

-          Classe I Liceo sez. A

-           I sistemi di scrittura: nascita, modelli, implicazioni

-           Lingua scritta, organizzazione sociale, vita religiosa

-           L’oratoria, la lettura, lo spettacolo nel mondo antico

-           Il declino della cultura scritta in occidente: interpretazioni

-           La rinascita della scrittura nel XII secolo: vita culturale, linguaggi, forme letterarie

-           Modelli culturali e forme letterarie nella società del XIII secolo.

-          Poesia popolare e giullaresca. La letteratura religiosa: Francesco, Jacopone e il dramma liturgico.  La lirica volgare. La scuola siciliana e la toscanizzazione dei testi. Le forme della prosa.

-          Dante: la questione della lingua. Il Convivio, il De vulgari eloquentia, la Monarchia, le Epistulae, la Commedia

-          Secondo pentamestre:

-           Petrarca. Dal plurilinguismo dantesco al monolinguismo di Petrarca: le ragioni di una scelta. Una poesia senza pubblico.  

-          Boccaccio: un percorso sul genere.  Il Decameron: un nuovo modo di comunicare, la narrazione in prosa, composizione, pubblicazione, diffusione.  Un nuovo pubblico: la borghesia.

-          Il XV secolo: l’orizzonte sociale e culturale del mondo signorile. La  letteratura umanistica, esaltazione della parola, comunicazione e nomadismo culturale. La produzione dei libri e la stampa. La stratificazione del pubblico.

-          Dante, Inferno, lettura, analisi, commento di 10 canti, suddivisi nell’intero a.s.

-           Analisi delle tecniche di scrittura finalizzate alla composizione scritta degli elaborati: parafrasi, riassunto, analisi del testo (letterario e non, prosa e poesia), recensione, saggio breve, articolo di giornale.

-           Le principali figure retoriche, figure di parola e figure di pensiero.

 

 

 

-          Classe II liceo sez. A

-          La nuova letteratura della Firenze medicea. La letteratura dell’Italia padana.

 Ariosto: l’autore e il suo pubblico.

-          Machiavelli .

-          Il classicismo e la fondazione dei nuovi modelli. Conflitti di linguaggi.  Nascita della critica letteraria. Plurilinguismo e anticlassicismo. La crisi della cultura fiorentina e toscana.

-          Guicciardini: la vita di un politico di alto rango.

-          Secondo pentamestre:

-          Nell’orizzonte della Controriforma. Tasso. Splendore e crisi della corte ferrarese.

-          Dal Manierismo al Barocco. La situazione linguistica. Il teatro del mondo. Tutto il mondo è un teatro. La prosa scientifica. Galilei.

-          L’età della ragione. Goldoni. Parini. Alfieri. Gli intellettuali e l’”opinione pubblica”.

-          La letteratura dell’Italia napoleonica.

-          Monti. Foscolo.

-          Dante, Purgatorio, canti 10 canti, suddivisi nell’intero a s.

 

-          Classe III liceo sez. A

 

-          Foscolo (qualora non si sia riusciti a svolgerlo nell’a.s. precedente)

-          Restaurazione e Risorgimento. Sviluppo industriale e capitalismo. Trasformazione delle istituzioni culturali. L’Italia e la cultura romantica europea.

-          l Romanticismo in Italia. Leopardi: il modello del poeta e dell’intellettuale.

-          Manzoni. Il romanzo e la storia.  

-          Secondo pentamestre:

-          Letteratura e politica nel Risorgimento. La cultura democratica e repubblicana.

-          Verso una nuova realtà. Al di là del Romanticismo. L’Italia borghese e liberale nella società e nella cultura europea. Editoria, stampa e mercato librario: verso una cultura di massa.

-          Il Decadentismo europeo.

-          Carducci e il classicismo.

-          Verga e il Verismo. Nell’orbita del Naturalismo.

-           D’Annunzio e l’estetismo.

-          Pascoli: nuovi tentativi poetici tra tradizione e innovazione.

-           L’alba del nuovo secolo. L’Italia giolittiana. Guerre e Fascismo. Modernità e distruzione. La cultura di massa e i nuovi mezzi di comunicazione.

-          Avanguardia ed Espressionismo.

-          Pirandello e il teatro del primo Novecento.

-          Svevo: una singolare condizione intellettuale. Le forme della prosa tra le due guerre. 

-          La lirica del Novecento. Saba. Ungaretti. Quasimodo. Montale: vuoto della parole e negatività del mondo. Società e cultura del dopoguerra. Trasformazione del tessuto linguistico. Politica e letteratura. Realismo e neorealismo. Le strade della poesia.

-          Verso una civiltà planetaria: dal 1968 a oggi. La produzione culturale e la fine della dialettica intellettuale. Nel tempo del Postmoderno.

-          Dante, Paradiso, canti 10, suddivisi nell’intero a.s.

 

 

 

 

 

LATINO

Classe III A

 

Letteratura latina. L’età imperiale. Fedro. Seneca. Lucano. Persio. Petronio. Giovenale. Plinio il Vecchio. Marziale.

Autori. Seneca (10 capitoli), Lucrezio (200 versi)

Secondo pentamestre:

Letteratura latina. Quintiliano. Plinio il Giovane. Tacito. Svetonio. Apuleio. Ammiano Marcellino. Agostino

Autori. Tacito (10 capitoli)

 

 

 

 

 

 

 Va da sé che, qualora si presentassero difficoltà nella situazione didattica di italiano e di latino, nelle classi IA_IIA_IIIA, si renderà necessario un rallentamento nell’attuazione della programmazione curricolare prefissata, nell’esigenza di un’azione formativa il più possibile efficace in ordine a traguardi irrinunciabili.

Del resto la realizzazione del piano didattico va comunque subordinato ai ritmi di lavoro consentiti dalle classi specifiche.

 

                          

 

7)       DISTINZIONE TERZE LICEO- ORIENTAMENTO

 

Qui di seguito la riduzione del programma di Italiano per i ragazzi di terza liceo che frequentano i corsi di matematica- scienze  in vista di iscrizioni a facoltà scientifiche:

 

-          Manzoni: non si richiede lo studio della Pentecoste,

-          Leopardi: lettura di 3 Operette morali,

-          Dante, Paradiso: 7 canti

 

 

 

8)       METODI E STRUMENTI DIDATTICI:

                                                                        

Metodi: lezione frontale, lavori di gruppo.

Strumenti:libri di testo, indicazioni bibliografiche per l’approfondimento, audiovisivi.

 

Modalità di svolgimento della lezione

 

L’impostazione di una lezione deve essere oggetto di una attenta ed oculata pianificazione che può nascere solo da una valutazione d’insieme dei fattori che caratterizzano il tipo di scuola ed ogni singola classe. Non ci può essere quindi un paradigma di lezione valido in assoluto, ma esso deve modellarsi sulle esigenze particolari che emergono dalla considerazione puntuale delle “variabili” determinanti l’ambiente scolastico. Gli stessi programmi devono essere punti di riferimento indicativi, ma adattabili, almeno entro certi limiti, alla “verità effettuale” in cui il docente si trova a svolgere il suo lavoro didattico.

Pertanto è opportuno individuare subito il livello medio della classe a cui la lezione è rivolta, e considerare anche i fattori ambientali e sociali extra-scolastici che riguardano la classe. Anzi, è opportuno che l’insegnante stabilisca preliminarmente un buon rapporto umano con i discenti, rapporto che è sempre alla base di un corretto discorso educativo.

Ci sono poi dei ritmi di apprendimento più o meno veloci che vanno considerati attentamente, al fine di evitare di procedere secondo tempi inadeguati al livello medio degli alunni.

I contenuti della lezione vanno meditati in rapporto alla durata della lezione stessa, alla tipologia ed al livello medio della classe, e devono prevedere l’indicazione degli strumenti di volta in volta ritenuti più idonei, né si devono dimenticare eventuali raccordi interdisciplinari laddove essi si rendano necessari e possibili. Tutto ciò riflette una programmazione a più lungo termine, all’interno dell’itinerario che il docente si propone di seguire e che dovrebbe scaturire, fatta salva la libertà di insegnamento, da un dibattito collegiale con gli altri colleghi e nelle sedi atte alla progettazione didattica ed organizzativa.

Il discorso sul metodo si salda a quello relativo agli strumenti che si ritengono più idonei per realizzare, in una determinata classe, il lavoro scolastico. Non bisogna comunque che l’attività del docente sia limitata alla sola lezione frontale, ma essa va integrata con lavori di approfondimento individuale e di gruppo, che sollecitino l’interesse degli allievi ad un reale approfondimento della materia. Per l’impostazione corretta del lavoro è importante la verifica dei livelli di partenza , per non dare per scontate abilità mai conseguite.

Metodologicamente il centro dell’insegnamento dell’italiano sono i testi degli autori, nella loro doppia configurazione di messaggi che, elaborati in un particolare momento storico (economico, sociale, politico, letterario, artistico), mediante un particolare significante convogliano un particolare significato.

Perciò l’unità didattica prescelta è quella che prevede la descrizione-interpretazione dei testi dei vari autori inseriti nell’epoca, o meglio nel contesto storico-culturale in cui sono stati elaborati.

Proprio la lettura dei testi sarà il momento più importante dell’insegnamento dell’italiano. Ed una corretta lettura di un testo è una analisi che comprende:

n     cronologia del testo;

n     posizione del testo antologizzato nell’economia dell’opera da cui è tratto;

n     eventuali fonti reperibili all’interno o all’esterno dell’opera dell’autore;

n     parafrasi critica;

n     analisi della struttura del testo;

n     individuazione degli elementi contenutistici più importanti e loro collocazione nell’ambito del sistema dei valori dell’autore e dell’epoca.

 

 

 

Per quanto riguarda la lettura dei testi di latino, essa, per essere efficace, sarà attuata in classe dal docente che avrà cura di cogliere il loro messaggio culturale e storico, il loro linguaggio inteso come modello di una lingua perennemente viva  nel suo processo di conservazione ed innovazione.

Naturalmente si avrà cura di riprendere sistematicamente la sintassi con la chiarificazione delle regole sulla base dell’uso degli autori stessi. Gli approfondimenti si concentreranno sugli aspetti che possono sfuggire a uno studio superficiale, con particolare attenzione a funzioni, costrutti, o strutture sintattiche specifiche; una specifica attenzione verrà rivolta alla norma stilistica degli autori, con approfondimenti sulle leggi di retorica applicata.

La storia letteraria sarà esaminata nel suo divenire storico, nell’ambito del contesto economico-sociale del progressivo espandersi di Roma, senza trascurare gli opportuni riferimenti ai generi letterari della cultura greca, e soprattutto con lo specifico e il più possibile ampio supporto di brani di autori latini in traduzione.

 

9)       METODI E STRUMENTI DI VERIFICA:

 

 

Tipo e frequenza delle verifiche.

 

(v.  riunione per materie del   9/IX/2010):

n     ITALIANO: minimo 5 temi all’anno (2 nel primo trimestre, 3 nel pentamestre);

n      LATINO: minimo 8 versioni all’anno ( 3 nel trimestre, 5 nel pentamestre);

n     frequenti verifiche orali (almeno due  nel trimestre, 3 nel pentamestre; delle due verifiche una può essere un test; delle tre verifiche una può essere un test);

n     TIPOLOGIE di scrittura: nella classe prima la prova di Italiano consisterà in una analisi del testo; nella classe seconda la prova comporterà anche il saggio breve; nella classe terza saranno presenti tutte le tipologie previste dall’Esame di Stato.

 

 

 

 

 

 

10)  CRITERI DI VALUTAZIONE

 

Il giudizio globale su ogni studente, in fase di valutazione formativa e mai meramente sommativa, tiene conto sia del lavoro individualmente svolto attraverso prove di verifica orale e scritta, in classe ed a casa, sia della partecipazione alle varie iniziative di classe.

Per la valutazione inoltre si procede a considerare:

-il livello di padronanza della materia (conoscenza di nozioni e idee, elaborazione di concetti, organizzazione del lavoro, capacità di comprensione e di riproduzione di un testo, di analisi, di giudizio critico motivato);

-le competenze comunicative (coesione logica e coerenza discorsiva; proprietà ed efficacia espressiva; correttezza ortografica e morfosintattica);

-organizzazione autonoma del lavoro (diligente ricerca e reperimento del materiale necessario; saggia distribuzione del tempo; sicurezza nella selezione dei dati).

A riguardo della valutazione si osserva quanto segue:

n     si ritiene indispensabile il raggiungimento di un livello minimo di competenze espositivo e contenutistico;

n     in particolare i contenuti del programma dovranno essere acquisiti con una adeguata conoscenza dei dati letterari e dello svolgimento storico della letteratura (v. obiettivi minimi),

n     dovranno essere esposti in una forma chiara, corretta, consequenziale e consapevole, per un livello minimo di sufficienza.

n     gli stessi contenuti acquisiti in modo personalmente rielaborato ed approfondito, esposti in una forma appropriata e precisa potranno comportare valutazioni più positive,

n     votazioni massime si avranno con ricchezza di argomentazioni, consapevolezza critica, assimilazione personale dei contenuti.

n     La mancanza di chiarezza, correttezza, consapevolezza, comporterà una valutazione di insufficienza, mentre una valutazione di insufficienza grave si avrà quando le deficienze sul piano conoscitivo ed espositivo saranno accompagnate da un atteggiamento molto carente nell’applicazione allo studio.

n     Per la valutazione dello scritto di latino si considererà il grado globale di comprensione del testo, e si potrà arrivare ad un giudizio di sufficienza anche nel caso di singoli errori isolati ma compensati da una buona resa in italiano.

n     In ogni caso si fa riferimento per la valutazione a quanto si è concordato nella riunione di dipartimento del 9/IX/10.

 

 

La valutazione non può certo ridursi all’interrogazione tradizionale, per altro ineliminabile, ma essa va integrata con l’indispensabile verifica nel corso dell’apprendimento stesso per cercare di indirizzarlo a risultati ottimali. L’uso di questionari appositamente concepiti dal docente possono, di volta in volta, dare la misura abbastanza esatta del lavoro didattico e suggerire gli indispensabili aggiustamenti. Essi devono verificare il possesso da parte degli alunni dei concetti fondamentali, delle capacità di collegamento interdisciplinare. Su questa base si possono programmare azioni di rinforzo e l’adozione di opportune correzioni di rotta. Ovviamente il numero degli alunni di ogni classe è di per sé un elemento che rende più o meno facile un lavoro di sostegno da parte del docente; per altro, pur senza pretendere di ottenere risultati al limite dell’utopia, credo sia compito dell’insegnante tentare in ogni modo di rivolgere la sua attenzione  agli alunni demotivati e che rivelino maggiori carenze.

La tradizionale interrogazione condotta a modo di colloquio su domande generali a cui lo studente può soddisfare dall’angolazione che gli è più congeniale o che ritiene più opportuna, risulta particolarmente efficace a sviluppare capacità di analisi dettagliata, puntuale, e il gusto di un eloquio preciso e raffinato. E’ questa la maniera di andare il più possibile incontro al giovane, stimolandolo ad esprimere il meglio di sé, in chiave riposata ed informale, aiutandolo a razionalizzare le proprie cognizioni ed a finalizzarle alle domande postegli.

 

 

 

 

11)  MODALITA’ DI RECUPERO E SOSTEGNO

 

Per le modalità di recupero e sostegno si rimanda a  quanto stabilito nella riunione di dipartimento del 9/IX/10, e nel Collegio docenti del 21/X/2010 e comunque si ribadisce l’opportunità  di attivare strategie di sostegno durante tutto l’a.s.  in itinere.

 

 

12)  INIZIATIVE CULTURALI E VIAGGIO  D’ISTRUZIONE

 

                                                      1)      Sono previsti interventi di esperti per l’approfondimento di tematiche, non solo letterarie, di particolare interesse.

                                                      2)      Teatro. Si seguono gli spettacoli serali del cartellone dello Stabile, in abbonamento. Scopo dell’iniziativa è di rendere gli allievi disposti a recepire gli stimoli culturali anche al di fuori dell’ambiente scolastico. In ogni modo la visione dello spettacolo non è fine a se stessa, in quanto la rappresentazione viene in genere preceduta da una spiegazione in classe, e poi seguita da un commento il più ampio possibile, a cui partecipano tutti i ragazzi che si sono recati a teatro e che abbiano letto il testo della rappresentazione stessa. L’iniziativa trova poi una maggiore completezza quando il soggetto può in qualche modo avere riferimento con la programmazione didattica specifica.

                                                      3)      Si prevede la partecipazione degli studenti ai Certamina secondo le modalità stabilite dai “certamina” stessi per la rilevazione delle eccellenze.

                                                      4)      Si prevedono due uscite didattiche (partecipazione a convegni), secondo quanto si è stabilito nella riunione dei CdC chiusi del 5/X/2010.

                                                      5)      Per ora non si procede alla programmazione del viaggio d’istruzione (v. riunione del Collegio-docenti di inizio a.s.)

 

 

 

 

 

13)  AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE 

                              

A.S. 2010/2011   PIANO DI AGGIORNAMENTO

 

 

      -         v. riunione Collegio docenti del 21/X/2010

 

 

 

 

Torino, 30 ottobre 2010 

 

                                                                                         

 

 

 

                                                                                          IL DOCENTE

 

                                                                                    Prof.ssa Gabriella De Blasio